Sri Anandamayi Ma su Dhyana e Asana.



Sri Anandamayi Ma su Dhyana e Asana - Parte 2


Man mano che la meditazione si intensifica, le posture si perfezionano di conseguenza.

Quando si gonfia un pneumatico con poca aria, questo si sgonfia; ma quando è gonfiato al massimo, rimane perfettamente stabile nella sua forma naturale.

Allo stesso modo, quando si raggiunge la vera meditazione, il corpo si sente leggero e libero, e al risveglio non si avverte alcuna stanchezza, dolore, intorpidimento o rigidità agli arti.

Nella vera meditazione si entra in contatto con la Realtà, e proprio come il contatto con il fuoco lascia un'impronta, anche questo contatto lascia il segno.

Cosa accade di conseguenza? Gli impedimenti scompaiono: vengono consumati dal vairagya (la liberazione dalla meditazione) o "sciolti" dalla devozione al Divino.

Le cose mondane appaiono noiose e insipide, del tutto estranee a se stessi; le chiacchiere mondane perdono ogni fascino, diventano prive di interesse e, in una fase successiva, persino dolorose.

Quando i beni terreni di una persona vengono persi o danneggiati, la vittima si sente turbata, il che dimostra la stretta soffocante che gli oggetti dei sensi esercitano sulla mente umana. Questo è ciò che viene chiamato granthi: i nodi che costituiscono l'Io.

Attraverso la meditazione, il japa e altre pratiche spirituali, che variano a seconda dell'approccio individuale di ciascuno, questi nodi si allentano, si sviluppa il discernimento e si giunge a comprendere la vera natura del mondo della percezione sensoriale.
All'inizio, si era intrappolati in esso, lottando impotenti nella sua rete.
Man mano che ci si libera da essa e si attraversano gradualmente le varie fasi di apertura sempre maggiore alla Luce, si giunge a vedere che ogni cosa è contenuta in ogni cosa, che esiste un solo Sé, il Signore di tutto, o che tutti sono solo servitori dell'Unico Maestro.

La forma che assume questa realizzazione dipende dall'orientamento di ciascuno. Si sa per percezione diretta che, come uno esiste, così esistono tutti gli altri; D'altra parte, il fatto che qui c'è l'Uno e nient'altro che l'Uno, che nulla va e viene, eppure anche lui va e viene: non c'è modo di esprimere tutto questo a parole. Nella misura in cui ci si allontana dal mondo dei sensi, ci si avvicina a Dio.

Sri Anandamayi Ma

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In un Suo libro, cosi si legge. - a COLORO CHE SI RATTRISTANO NEL VEDERLA PARTIRE CONTINUAMENTE, LA MADRE PERMEATA DI GIOIA risponde: " IO NON SONO DA NESSUNA PARTE, SONO SEMPRE QUI. NON C'è NE ANDARE Né VENIRE, TUTTO è l'ATMAN". O ANCORA: OVUNQUE VOI SIATE, IO SONO SEMPRE CON CIASCUNO DI VOI, MA VOI VI LASCIATE PRENDERE DALLE COSE MATERIALI E NON VI RESTA MOLTO TEMPO PER RIVOLGERE I VOSTRI PENSIERI E LE VOSTRE AZIONI, VERSO QUESTO CORPO. CHE CI POSSO FARE? MA SAPPIATE CHE QUALSIASI COSA DICIATE O FACCIATE, CHE MI SIETE VICINI O LONTANI, NIENTE MI SFUGGE. COME LA VOSTRA FIGURA PUO' USCIRE SUBITO DALL'OMBRA ACCENDENDO UNA LUCE, COSI M'APPAIONO TUTTE LE VOSTRE ESPRESSIONI DEL VOSTRO VISO SI DI ME, ALLORCHè MEDITATE SU DI ME, PARLATE DI ME O M'INVOCATE".
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Un consiglio, trovatelo un mantra in cui vi riconoscete PER MEDITARE, potete anche prendere il Suo nome.

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