Nel Tempio di Apollo a Delfi, non vige il compromesso.


 




Me ne andavo con il mio "adante mosso", per sistemar la mente e poi i pensieri.

Tutta la strada era ad alberi di melograno, dove ogni chicco genera  passioni,

che cuor intende. 

Nell'osservar le case tinte a pastello, pensavo a come l'umor poteva eccitar concetti contro.

Nel Tempio di Apollo a Delfi, non vige il compromesso " CONOSCI TE STESSO " enuncia, 

nel tuo intimo del tuo spirito è li il divino, la forma impersonale è avanguardia per poi sapere, 

percepirai la libertà di amare senza condizioni, ogni cosa creata in "ogni via", è conseguenza del

pensier del padre, che tutto crea, e in questo siamo anche noi.

Più leggero di una piuma è il cuore mio, seduto sotto i raggi del Sole, di tanti mondi sento il 

vibrar dentro ma stesso, e mi confesso: 

Ma chi sono io, non sono poi cosi diverso, mangio la pizza col prosecco, la frutta e l'insalata, la pasta al 

pomodoro, e con ricotta, e cornetti con la marmellata preferenze, per il gelato, e la cassata.

Legarsi allora a quel "concetto" di amore, per toglire ogni "foglia" che Dio non voglia, per consumar la

 vita nella gioia di avere nel poi, un cuoro puro.

L'intenzione è spesso maestra, nel farci desider l'opposto di ogni bene, masticar le confidenze, 

senza più voglia, esser partecipi di voglie e di speranze, che non sono un bene. 

Con rispettosa e tenera eleganza, ci prendiamo per mano, le "maglie si stringono", ormai edotti

 conosciamo "questo e quello", per santificar la nosra vita.

" Ed è questo il motor che ci porta via" oltre il deperibile della materia, oltre i " Sette colli della bella

 nostra Roma", sempre attenti e solenni alle spirali di energia. 


                                                  Lanciascudo Scrittore

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