IL PERDONO NELLA NUOVA ERA.
Un caro saluto a Chantal Dejean.
lI perdono,
nel passato ed ora nell'oggi,
piani di coscienza evolutivi,
del ciclo della manifestazione divina.
In effetti considerando che siamo " attori " delle nostre vite, organizzate prima di nascere, per fare esperienze che servono per ampliare la coscienza, non possiamo certo credere che ottemperare a questo programma i Signori dei Destini ci mettono in cattiva luce, diverso è il discorso per ciò che non si applica del programma.
Non c'è quindi dolo verso gli " altri ", ne nei nostri confronti, stiamo tutti sperimentando per una coscienza più vasta, e la visione o percezione delle cause e degli effetti sulla vita, ci rendono partecipi di questa "collaborazione", per integrare quelle qualità che ci mancano, e anche per osmosi c'è uno scambio.
Certo la vita ti porta in ambiti a cui non pensi a volte di "partecipare", ma in queste escursioni o "botte di vita", l'amore si espande, in specie quando ricevi nel profondo e fai tuo un aspetto dell'altro, e viceversa.
In questa comunione di esperienze non sempre c'è un colloquio di intenti comuni, ma chi ne è cosciente lo vive come una continua forma di informazioni, e comprende che il perdono non esiste in questo festival della vita, anvi spesso si ama tutto ciò che ci si scambia, su questo piano, mentre certe verità o sinonimi contrari, a secondo delle cadenze della vita, hanno stesso valore formativo, ed eleva il sapere.
Il perdono quindi non ha più valenze figlie del passato, nell'oggi la comprensione del moto della vita è "acqua sicura", per prendersi cura della propria anima, con quell'amore che da viscerale, tenta i primi passi verso un amore senza condizioni
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